Archivia Giugno 2019

Regolamento condominiale e barbecue

regolamento condominiale barbecue

Innanzi tutto usiamo il buon senso. Non sempre un comportamento non vietato può essere opportuno.

In questo testo farò riferimento al regolamento di polizia urbana del comune di Legnano.

Il regolamento di polizia urbana contiene norme finalizzate a salvaguardare interessi pubblici come tra gli altri quelli al decoro, all’igiene ed alla tranquillità. Mentre Il regolamento condominiale è lo statuto convenzionale del condominio, che disciplina l’uso delle cose comuni, la ripartizione delle spese condominiali, la tutela del decoro dell’edificio e l’amministrazione dello stesso.

Vediamo alcuni punti del regolamento di polizia urbana del comune di Legnano inerente la questione del barbecue.

ART. 43 – ACCENSIONI DI FUOCHI

  1. E’ vietato bruciare materiali di qualsiasi tipo o accendere fuochi nel territorio comunale compresi fuochi liberi a sterpaglie, siepi, erba degli argini di fossi, scarpate nonché materiali di varia natura presenti nei cantieri edili. E’ fatta salva l’accensione di fuochi per motivi fitosanitari specificatamente previsti con atti del Servizio Provinciale Agricoltura;
  2. L’uso di bracieri, griglie e barbecue è vietato su aree pubbliche. E’ consentito sulle aree private e su quelle pubbliche se appositamente attrezzate, sempre ché non crei nocumento alle abitazioni vicine.

Per cui nelle aree private è consentito se non espressamente vietato dal regolamento condominiale o da una delibera condominiale.

Se il regolamento condominiale non vieta il barbecue nelle aree comuni allora si può fare a meno che no rechi disturbo o ci siano immissioni intollerabili di fumo art. 844 c.c.
Ricordiamo anche che solo il regolamento condominiale contrattuale può disciplinare l’installazione di un barbecue sul balcone, parlando di barbecue in muratura non di quelli piccoli da campeggio.

Interruttore magnetotermico differenziale guasto: chi paga?

Parliamo della ripartizione delle spese tra affittuario e proprietario. Se si guasta l’interruttore magnetotermico differenziale (il salvavita) l’onere della riparazione spetta al proprietario o all’affittuario dell’appartamento?

Salvo diversa pattuizione inserita nel contratto, spetta al proprietario sostenere i costi per le manutenzioni straordinarie e all’affittuario l’onere dei costi per le riparazioni e gli interventi ordinari. Questo dagli articoli dal 1571 al 1614 del Codice civile e la legge sull’equo canone n. 392 del 27 luglio 1978 (parzialmente abrogata dalla legge 431/1998).

Secondo l’articolo 1575 del Codice civile il proprietario è tenuto a consegnare all’affittuario un immobile in buono stato, impegnandosi a mantenerlo efficiente durante il periodo dell’affitto. Allo stesso tempo, l’articolo 1576 stabilisce che il proprietario deve eseguire «tutte le riparazioni necessarie, eccettuate quelle di piccola manutenzione che sono a carico dell’affittuario».

Ripartizione delle spese tra affittuario e proprietario

Queste osservazioni sono valide se non è contrattualmente definito diversamente.

Le «spese necessarie» sono le opere indispensabili affinché l’affittuario possa godere appieno dell’immobile. Per esempio, il mantenimento delle strutture portanti, la manutenzione dell’impianto elettrico, di riscaldamento e idrico, ma anche le spese per l’adeguamento normativo degli impianti stessi.

Le piccole riparazioni a carico dell’affittuario, secondo l’articolo 1609 del Codice civile, «sono quelle dipendenti da deterioramenti prodotti dall’uso, e non quelle dipendenti da vetustà o da caso fortuito». Spetta quindi all’affittuario sostituire le lampadine fuori uso, tinteggiare le pareti o riparare il rubinetto che perde. E ancora, in caso di alloggio arredato, provvedere con piccoli interventi di manutenzione, sull’elettrodomestico non funzionante, a meno che il malfunzionamento sia dovuto a vetustà o al caso fortuito, ad esempio un corto circuito.

Il rimborso dei costi


Per il rimborso dei costi l’articolo 1577 del Codice civile dispone che «se si tratta di riparazioni urgenti, l’affittuario può eseguirle direttamente, salvo rimborso, purché ne dia contemporaneamente avviso al proprietario». Se, però, il proprietario prova che per la stessa riparazione avrebbe speso meno, la cifra restituita all’affittuario potrebbe essere inferiore.