Archivia Marzo 2018

Comunicazione spese ristrutturazione condominio 2018: proroga dall’Agenzia delle Entrate

Comunicazione spese ristrutturazione condominio 2018 è stata ufficialmente prorogata da parte dell’Agenzia delle Entrate, il nuovo termine di presentazione è il 9 marzo 2018, qui il provvedimento dell’agenzia delle entrate.

Il motivo dello slittamento alla nuova data è dovuto al fatto che le comunicazioni devono essere fatte online con il software di compilazione e controllo aggiornati dall’Agenzia delle entrate il 13 febbraio 2018. Mentre le istruzioni e le specifiche tecniche sono state fornite il 6 febbraio 2018 con il  provvedimento delle Entrate con il quale sono state fornite le regole per la comunicazione delle spese condominiali relative a lavori di ristrutturazione e di riqualificazione energetica.

Calendario scadenze

Calendario scadenze

Si ricorda che tale adempimento, disciplinato dall’articolo 2 del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 1° dicembre 2016, prevede che gli amministratori di condominio trasmettano ogni anno e al fine della predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata il dettaglio delle spese sostenute da ciascun condomino.

Le nuove istruzioni pubblicate dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 6 febbraio 2018 sono state aggiornata con le novità relative alla possibilità di cessione del credito per i condomini incapienti.

Di seguito le istruzioni nel dettaglio sulle modalità di comunicazione dei dati relativi alle spese di ristrutturazione e risparmio energetico da parte degli amministratori di condominio entro la scadenza del 9 marzo 2018.

Modalità di trasmissione comunicazione ristrutturazioni condomini

La comunicazione dei dati relativi alle spese di ristrutturazione e risparmio energetico dei condomini dovrà essere effettuata utilizzando i servizi telematici Entratel o Fisconline utilizzando i software di controllo e di compilazione dei file messi a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate.

Specifiche tecniche e modalità di compilazione sono state aggiornate dall’Agenzia delle Entrate con provvedimento del 6 febbraio 2018, con il quale le istruzioni sono state implementate con ulteriori informazioni necessarie per consentire una compilazione sempre più completa della dichiarazione precompilata e di acquisire le informazioni relative alla cessione del credito per gli incapienti.

Condominio minimo: detrazioni per ristrutturazione

Condominio minimo: detrazioni per ristrutturazione

Come ci regoliamo in un condominio minimo per ottenere le detrazioni per ristrutturazione?

Condominio minimo: vediamo cos’è in sintesi

Il condominio cosiddetto “minimo” è quello composto da soli due proprietari. Nella prassi, tuttavia, il concetto viene applicato anche a quegli immobili con un numero di proprietari inferiore a otto.
Oltre otto proprietari, infatti, il codice civile prevede l’obbligo di nomina di un amministratore. Sotto tale limite, invece, non vi è alcun obbligo di avere un amministratore, ma semplicemente una facoltà.
 

Ristrutturazioni eseguite in un condominio minimo

La corretta procedura da seguire per ottenere la detrazione per i lavori su parti comuni nel condominio senza amministratore è stata illustrata dall’Agenzia delle entrate nella circolare 3/2016, ed è riportata nelle istruzioni alla compilazione dei modelli di dichiarazione al punto 1.7. Secondo quanto indicato, dunque, è necessario che venga effettuato un unico bonifico da parte di un condomino incaricato e che poi i vari proprietari inseriscano nei propri modelli di dichiarazione le spese sostenute pro quota, utilizzando il codice fiscale del condomino che ha effettuato il relativo bonifico. Altre possibilità non sono previste.
 

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Qualora non sia stato ancora richiesto il codice fiscale del condominio?

Nel presupposto che il pagamento sia stato effettuato mediante bonifico bancario/postale si può ritenere che non sia necessario acquisire il codice fiscale del condominio nelle ipotesi in cui i condomini, non avendo l’obbligo di nominare un amministratore, non vi abbiano provveduto. In assenza del codice fiscale del condominio, i contribuenti, per beneficiare della detrazione per gli interventi edilizi e per gli interventi di riqualificazione energetica realizzati su parti comuni di un condominio minimo, per la quota di spettanza, possono inserire nei modelli di dichiarazione le spese sostenute utilizzando il codice fiscale del condòmino che ha effettuato il relativo bonifico. il contribuente sarà tenuto, in sede di controllo, a dimostrare che gli interventi sono stati effettuati su parti comuni dell’edificio, e, se si avvale dell’assistenza fiscale, è tenuto ad esibire ai CAF o agli intermediari abilitati, oltre alla documentazione richiesta per comprovare il diritto alla agevolazione, un’ autocertificazione che attesti la natura dei lavori effettuati e indichi i dati catastali delle unità immobiliari facenti parte del condominio.

In estrema sintesi un condomino deve farsi carico di erogare con il suo codice fiscale tutta la somma per la ristrutturazione e poi gli altri condomini utilizzeranno il codice fiscale del condomino per indicare le detrazioni.

Schiamazzi fuori dal bar, di chi è la colpa?

Schiamazzi fuori dal bar, la colpa non è del gestore ma del Comune che non vigila.
I gestori di bar e locali notturni non hanno l’obbligo di impedire ai clienti di fare schiamazzi e rumori molesti che disturbino la quiete pubblica perché ciò è di competenza delle forze dell’ordine. Tutto ciò è affermato dalle motivazioni della sentenza del 27 novembre 2017 con cui vennero assolti a Firenze, «perché il fatto non sussiste», 19 gestori dei locali di via de’ Benci imputati dei rumori fatti all’esterno dei rispettivi locali da parte dei propri clienti. schiamazzi bar e localli notturni
Secondo il giudice «addebitare la condotta dei clienti ai gestori dei locali, quella tenuta all’esterno dei locali stessi, significherebbe riconoscere una posizione di garanzia in capo» ai gestori stessi «consistente nell’obbligo giuridico di impedire il reato altrui». Ma non c’è «alcuna fonte normativa che imponga un contegno siffatto, né potrebbe esserlo poiché in caso fosse previsto un obbligo corrispondente, il gestore, soggetto privato, sarebbe chiamato a sostituirsi all’autorità pubblica, monopolista esclusiva dell’uso della forza di coercizione in luogo pubblico, salvo eventuali eccezioni, che non ricorrono nella specie». Quindi non c’è nessun «obbligo di intervento del gestore del locale» e manca «un nesso causale plausibilmente sostenibile tra la condotta del gestore e il fatto del cliente all’esterno del locale».
Questa sentenza è perfettamente in linea con quella del Tar Lombardia 1255/2017, che aveva poi avuto un seguito con una condanna civile del Comune per inadempimento.

Fonte Quotidianocondominio

Neve e ghiaccio dal condominio: chi paga i danni?

Se sull’auto finisce una montagna di neve caduta dal tetto del condominio l’amministratore è il primo a saperlo.
Quando cade la neve e ricopre il cortile e le altre parti comuni dell’edificio, anch’essa diventa parte del condominio e obbliga la compagine dei proprietari a rimuoverla, laddove possibile, per evitare che i proprietari, i loro ospiti o i passanti si possano fare male.Ma ricordiamoci anche che è stato stabilito che il condominio non è responsabile tutte le volte in cui il danneggiato avrebbe potuto evitare la situazione di pericolo (e il conseguente danno) «mediante l’adozione di un comportamento ordinariamente cauto», ossia stando più attento.

Neve e ghiaccio sul tetto del condominio

Neve e ghiaccio sul tetto del condominio

Per esonerarsi dalla responsabilità, il condominio deve dimostrare che la caduta sulla neve o sul ghiaccio è avvenuta per «caso fortuito» il quale può dipendere:

da un comportamento imprudente del danneggiato;
dall’impossibilità di agire nel breve periodo dal momento in cui la situazione di pericolo si forma (si pensi a una copiosa nevicata durante la notte e a una persona che, uscendo di casa la mattina all’alba, cada su una lastra di ghiaccio prima ancora che l’amministratore ne possa essere messo al corrente).

Fonte laleggepertutti